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L'UTMB di Stefano


Stefano Binelli, amico trail runner di Bolzano, ci ha inviato il racconto della sua avventua al Ultra Trail del Monte Bianco.

Grande Bino, ci hai fatto emozionare!

 

Stefano Binelli  Stefano Binelli  Stefano Binelli  Stefano Binelli  Stefano Binelli  Stefano Binelli  Stefano Binelli

 

LA BESTIA

GIOVEDÌ ore 1.30…é una notte di fine agosto, mi rigiro nel letto nervosamente, non riesco a prendere sonno.
È la BESTIA a tenermi sveglio, ad entrarmi nella mente e non permettermi di riposare. È lei che compare con forza e mi ridesta ogni volta che gli occhi si fanno pesanti,. È lei che mi tiene in tensione pieno di mille pensieri e che non mi lascia dormire.
La BESTIA è la gara che andró ad affrontare domani a Chamonix in Francia, la gara di ultratrail piú famosa al mondo e una delle piú dure…
GIOVEDÌ ore 2.00…con gli occhi spalancati rifletto sull'importanza di questa gara e l'idea di partecipare a Chamonix con altri 2500 atleti a quello che viene definito il campionato mondiale di ultramaratona in montagna non mi da pace.
I numeri della BESTIA parlano chiaro: UTMB Ultratrail du Mont Blanc 168 km e 9600 metri di dislivello positivo, 46 ore il tempo massimo concesso…
GIOVEDÌ ore 2.30…torno indietro con i ricordi a tre anni fa quando con il mio amico Enzo decidemmo di affrontare la Bestia…è si perché per partecipare a questa gara bisogna prendersi per tempo. Bisogna prima di tutto qualificarsi portando a termine piú gare ( a secondo del punteggio che attribuiscono) facenti parte di un elenco ben preciso fornito dagli organizzatori. Gare " folli" sparse per tutto il mondo, prevalentemente trail intorno ai 100 km e con almeno 4000-5000 metri di dislivello, durissime in condizioni talvolta anche estreme. Dopodiché devi essere anche fortunato, perché bisogna sperare nel sorteggio favorevole in quanto la gara è a numero chiuso 2500 partecipanti mentre altri 5000 dovranno tentare la sorte l'anno successivo.
Beh quest'anno la BESTIA ha scelto me, Enzo, Paolo e Gianluca, amici con cui condivideró questa avventura…
GIOVEDÌ ore 3.00…non c'è niente da fare non riesco proprio ad addormentarmi, l'agitazione è troppa e non riesco a calmarmi,mi sa che questa volta la BESTIA è troppo grande per me ed io non mi sento pronto. Due mesi fa in una gara di preparazione sono caduto malamente e mi sono distrutto il dito mignolo della mano destra, rottura dei tendini e legamenti con distacco osseo. Ho subito un'operazione il 18 luglio e  una seguente infezione della ferita mi ha costretto ad assumere una bella dose di antibiotici. Il tutto non mi ha permesso di allenarmi per quasi 4 settimane nel momento piú importante della preparazione. Ero arrivato anche alla decisione di non prendere parte alla gara, poi i sacrifici fatti in questi ultimi anni per arrivare a questo appuntamento mi hanno fatto cambiare idea.
Correró comunque con uno speciale tutore al dito per protezione e per permettermi di afferrare i bastoncini…
GIOVEDÌ ore 5.00…finalmente ho dormito un paio di orette, la stanchezza ha preso il sopravvento sulla BESTIA e sono riuscito a riposare un pochino.
Gli ultimi pensieri mi affollano la mente prima di alzarmi. Penso al mio team di assistenti che quest'anno mi seguirá in questa avventura: i miei nipoti Matteo, Elisa e mio cognato Sergio. Loro partiranno nel pomeriggio in camper e mi raggiungeranno a Chamonix questa sera.
Matteo avrá il compito di assistente personale e nei 5 ristori,  previsti per questo dall'organizzazione, avrá la possibilitá di aiutarmi con il cambio di vestiti asciutti e con il mangiare ed il bere. Per questo l'ho dotato di uno zainetto tecnico con tutto il necessario e il  portaborracce…
GIOVEDÌ ore 6.00…passano sotto casa Paolo e Gianluca a prendermi destinazione S.Michele dove carichiamo Enzo alla volta di Chamonix…si parte BESTIA  sto arrivando!!...
VENERDÌ ore 16.00…sono sulla linea di partenza pronto per questa avventura. L'eccitazione è al massimo, gli organizzatori incitano da piú di un'ora  i partecipanti e gli innumerevoli spettatori diffondendo attraverso i microfoni musica altamente coinvolgente. Come sempre in questo momento penso ai miei cari ed ai miei amici a casa, anche loro pronti con computer e cellulari a seguirmi passo per passo notte e giorno, controllando i vari passaggi ai punti di lettura dei chip elettronico che ognuno dei concorrenti ha inserito nel pettorale.
Questo tifo" a distanza" è veramente potente per me, mi da sicuramente una grande spinta morale ed emotiva.
In mezzo alla folla ci saranno anche Matteo Elisa e Sergio sicuramente esaltati ed emozionati da questo momento…
 VENERDÌ ore 16.30…mancano pochi secondi al via, la musica di Vangelis irrompe solenne  dagli altoparlanti, le urla degli spettatori crescono d'intensitá…brividi sulla pelle, adrenalina al massimo…si parte!!
Gli occhi guardano su in cielo a cercare nell'immenso blu aiuto e sostegno dal mio principale tifoso che so  non mi abbandonerá mai e mi rimarrá accanto per tutta la gara.
Sono altamente commosso, la folla ci preme da tutte le parti, i bambini vogliono il "cinque", le urla d'incitamento sono incessanti…piango sono emozionato…
VENERDÌ  ore 17.15…dopo un saliscendi di 8 km arriviamo a Les Houches, vedo lo special team a bordo strada pronto a fotografarmi ed incitarmi. Li saluto con un urlo liberatorio e capisco che la loro presenza sará molto importante ed un forte balsamo per le ferite che la BESTIA mi procurerá.
Attacco con il mio amico Enzo la prima salita…è dura ma l'entusiasmo e l'adrenalina accumulata ci fanno andare su forte…forse per me anche troppo…
VENERDÌ  ore 18.20 - 1h 49' di gara…arrivo in cima dopo circa 800 metri di dislivello, a sinistra ammiro sua maestá il Bianco, ma non ho molto tempo per distrarmi ad osservare il panorama perché inizio la discesa. Una discesa molto ripida, ma corribile che invita a lasciarsi andare, ma in cui dovró necessariamente salvare le gambe. Decido di rallentare e lascio andare via Enzo con il suo ritmo…
VENERDÌ  ore 19.07 - 2h 36' di gara…arrivo al primo ristoro nel paesino di St. Gervais, dove due ali di folla assordante mi fanno venire i brividi. Li vedo dietro le transenne, alzo la mano sorridente e li saluto…tutti e tre urlano il mio nome, grande il mio special team! Tempo di bere una coca e mangiare due pezzi di cioccolata che riparto di buona lena per i 10 km di salita che mi porteranno al paese di Les Contamines.
Lungo il tragitto penso che a casa ormai saranno tutti in pieno coinvolgimento emotivo, come poi mi confermeranno…
VENERDÌ  ore 20.46 - 4h 16' di gara…arrivo a Les Contamines primo punto d'assistenza per il mio special team.
Sono lí pronti…Matteo come assistente ufficiale ha il compito di aiutarmi a cambiarmi per la notte porgendomi il vestiario caldo e asciutto, lampada frontale, rabbocco delle borracce con acqua e sali e cibo, Elisa ha il duplice compito di fotografa e addetta alle comunicazioni; praticamente tiene informati familiari e amici con cellulare e faceboock postando anche foto in tempo reale, Sergio invece è il fotografo ufficiale, aiuto assistente e coordinatore dello special team.
Comunico a loro che non ho ottime sensazioni, li saluto e ci diamo appuntamento a Courmayeur per la mattina dopo. Riparto al buio per affrontare la prima notte e la seconda salita…
VENERDÌ  ore 23.34 - 7h 03' di gara…Col du Bonhomme è stata una salita molto dura e tecnica con pendenze impegnative. Ho deciso di tenere un passo medio ma costante, le sensazioni sono peggiorate ho le gambe che non girano, faccio fatica la BESTIA si fa sentire soprattutto nella discesa successiva molto erta e tecnica che mi devasta i quadricipiti…
SABATO  ore 00.24 - 7h 53' di gara…arrivo dolorante a Chapieux altro punto di ristoro. Sono molto preoccupato per lecondizioni dei miei muscoli…è troppo presto per essere in questo stato! Mi rifocillo un po' e riparto. Esco dal ristoro caldo e luminoso e mi immergo  nella notte buia e fredda. Hai la sensazione di lasciare il focolare domestico, la sicurezza di una casa, l'amore e il calore umano di una famiglia per ritrovarti da solo nel freddo nero della notte ad affrontare l'incognito, il male della vita insomma la BESTIA.
Salita al Col de la Seigne spartiacque tra Francia e Italia, una salita lunga immersa nel silenzio piú totale dove mille pensieri mi affollano la mente, dove tutti i problemi della mia vita mi appaiono come facezie, inutili ostacoli alla mia felicitá. Sono momenti che ho tutto chiaro, ho le parole giuste, le giuste motivazioni…e li vorrei tutti intorno a me per parlarli per spiegarli come sarebbe estremamente semplice risolvere le incomprensioni e ritrovare l'armonia perduta. Non è il tempo e quando lo sará non ricorderó piú nulla di tutto questo la BESTIA pretende ancora sudore, fatica e concentrazione e cosí tutto svanisce nell'oblio e nel buio di questa interminabile salita…
SABATO  ore 02.35 - 10h 04' di gara…un vento freddo spazza la cima del Col de la Seigne, passo il controllo del chip e per non prendere troppo freddo mi lancio giú in discesa, ma dopo poche centinaia di metri devo rallentare le mie gambe oggi non vogliono funzionare ed ho il primo vero segnale che la BESTIA sta prendendo il sopravvento…
SABATO  ore 03.23 - 10h 53' di gara…a Lac Combal mi fermo un po' piú del previsto ho bisogno di mangiare qualcosa di caldo e mi sparo due ciotole di brodo salato all'inverosimile con un po' di pasta scotta. Sono veramente stanco, in piena crisi, le cose non vanno come le avevo programmate, sento che il fisico sta cedendo allo sforzo e le energie mi stanno abbandonando. Come direbbe mia nipote Elisa sono "preso veramente male". So peró dall'esperienza che è solo uno stato mentale è troppo presto per essere in queste condizioni dopo mesi di allenamenti. Per cambiare la situazione devo concentrarmi su piccoli traguardi ridurre la prospettiva della gara, pormi traguardi vicini trovare nuovi stimoli. Mentre affronto quindi la salita al Monte Favre penso a Matteo che mi sta sicuramente aspettando a Courmayeur, alle sue aspettative, alla fiducia che ha riposto in me per vivere appieno questa avventura…non posso deluderlo  devo tenere duro, come si dice devo continuare " a stare sul pezzo" almeno fino a Courma…
SABATO  ore 04.34 - 12h 03' di gara…sono in cima a Monte Favre mi aspetta adesso una lunghissima discesa fino al ristoro, fino al calore alla luce. È una discesa molto lunga e sfibrante, ho le gambe a pezzi, cammino sto sicuramente perdendo tempo e posizioni, ma non mi interessa devo arrivare fino a Courmayeur poi decideró se ritirarmi…
SABATO  ore 06.20 - 13h50' di gara…arrivo a Courmayeur stravolto dalla fatica lo si percepisce anche dal viso dei miei tre angeli custodi che mi vedono apparire alle prime luci dell'alba con gli occhi spiritati ed estremamente provato da una notte tremenda. Mi cambio lentamente per affrontare il giorno aiutato sempre da un preoccupatissimo Matteo. Improvvisamente con lo sguardo perso nel vuoto gli dico:" Matte sono stanco, ho male alle gambe mi sa che mi ritiro". Alzo gli occhi ed incrocio il suo sguardo, tutto quello che vorrebbe dirmi e lí rispecchiato in quei suoi occhi meravigliosi ed è anche tutto quello che in quel momento vorrei sentirmi dire. Lo vedo piccolo e fragile nato prematuro in una incubatrice lottare per la vita…penso alla forza che ha avuto per diventare quello che adesso è…mi basta, mi alzo e dopo un bacio ed un saluto anche ad Elisa e Sergio riparto…
SABATO  ore 09.27 - 16h56' di gara…la prima parte di mattina è andata, sono al rifugio Bonatti dopo essere passato dal Bertone, le sensazioni fisiche sono migliorate e con la luce del giorno anche quelle mentali. Ho fatto una bella frazione in salita e lo spettacolo del Bianco di fronte a me è meraviglioso. A livello di stomaco per fortuna funziona tutto a meraviglia e non è cosa da poco. Ció mi permette di ristorarmi alternativamente con minestre calde, salame, formaggio pane e crostatine, in piú ho nelle mie borracce sempre la mia buona scorta di glucosio sciolto in acqua…
SABATO  ore 10.31 - 18.00' di gara…dal Bonatti sono sceso ad Arnuva che è il ristoro da dove parte la salita alla cima coppi di questa gara: il Gran Col Ferret a quota 2537. Cinque chilometri di dura ascesa su terreno erboso che ci porta dall'Italia in Svizzera.
Dovró affrontarlo in pieno sol, ma la fiducia nelle mie capacitá è tornata e adesso sto lottando con la BESTIA alla pari…"sono sempre sul pezzo"…
SABATO  ore 12.10 - 19.39' di gara…in cima al Ferret c'è una vista spettacolare il Bianco si erge maestoso davanti ai miei occhi… incute ripetto. Dopo questa lunga salita la stanchezza torna a farsi sentire in maniera decisa. Cerco di correre nella lunga discesa che mi porterá a La Fouly, ma non riesco le gambe sono di legno ed ogni falcata è una lama nei quadricipiti…mi tocca camminare. Sono nervoso molti concorrenti mi passano correndo, ma come fanno mi domando.
Riprovo…inizio una corsetta sgraziata e barcollante con le ginocchia mezze bloccate…fa male, fa molto male c'è da piangere.
Basta  provo una due falcate piú lunghe…parto deciso, per darmi il ritmo e allontanare il dalla mente il dolore inizio a canticchiare la canzone preferita da Graziana " One Day" di Asaf Avidan. Arrivo finalmente al ristoro, smetto di cantare se mi sentissero provvederebbero sicuramente a fermarmi per un ricovero urgente in psichiatria…
SABATO  ore 16.40 - 24h12' di gara…sto arrivando a Champex Lac . Da Fouly ho fatto una frazione da paura, risulterá la migliore di tutta la gara. Ho lasciato il dolore fuori dalla mente ed ho corso praticamente per quasi tutta la frazione in completo stato zen…fuori dal tempo, dal luogo da tutto. Ho recuperato molte posizioni e a cento metri dal ristoro mi accoglie l'infaticabile Sergio che dopo avermi sparato una decina di foto mi accompagna nella zona assistenza. Mi cambio e mi rifocillo sempre con l'aiuto di Matte e Elisa. Quest'ultima è sempre indaffarata al cellulare e con mia grande gioia mi comunica un messaggio e un bacio da Graziana…e vaiii altra benzina preziosa per la testa ed il morale.
Guardo Matteo e mentre mangio gli racconto come è andata l'ultima frazione e che tecnica mentale ho usato per non sentire male…chissá che un giorno non gli tornerá utile. Mi incita a non mollare e capisco che anche lui sente che la BESTIA sta piano piano mollando la presa.
Guardo mia nipote Elisa grande atleta e per questo capace sicuramente di capire lo sforzo compiuto fino a qui, è indaffarata a mandare sms…ma come c…o fa a scrivere cosí veloce con il cellulare?!?
Sergio si sbatte avanti e indietro per fare foto, aiutarmi a vestirmi ed incoraggiarmi…grandissimo!!
Devo andare davanti alle webcam piazzata all'uscita del ristoro perché mia sorella con gli altri nipotini e mia mamma mi stanno guardando, li saluto e riparto piú forte di prima consapevole che adesso mi aspetta la battaglia finale con la BESTIA…" sono preso bene"!!
SABATO ore 19.09 - 26h38' di gara…Sono arrivato in cima al Bovine, una salita massacrante con strappi lunghissimi al 35% che non ti lasciano mai respirare. È stata dura ma l'ho vinto grazie soprattutto al pensiero di Martina mia figlia e la sua immagine che non mi ha lasciato un attimo la mente ed il cuore per tutta la salita.
Quando sono allo sfinimento adotto spesso questa tecnica, cioè richiamare alla mente immagini di persone care che mi aiutano nello sforzo massimo.
SABATO  ore 20.39 - 28h08' di gara…dopo una discesa che definire tecnica sarebbe molto riduttivo arrivo al ristoro di Trient. È subito panico, Sergio mi comunica che non è riuscito a trovare le batterie per la frontale che avevo esaurito la precedente notte e che avevo dimenticato di mettere nello zaino. La lampada di riserva sicuramente non riuscirá a durare per tutte le ore che mi mancano. Per fortuna a Sergio gli viene in mente di avere con sé una piccola torcia che usa per il camper. Progetto cosí di utilizzare la frontale nei due tratti di salita che ancora mancano ( in modo da avere le mani libere per tenere i bastoncini) e nella discese invece useró la torcia a mano per risparmiare batterie. Rinfrancato riparto, ma dopo pochi metri mi fermano dei tifosi urlanti e su di giri offrendomi del vino bianco che gentilmente rifiuto optando per un bel bicchiere d' acqua fresca.
SABATO  ore 23.30 - 30h02' di gara…Catogne penultima salita fatta…non ho piú niente nella mente per superare la stanchezza e l'asperitá di questa salita mi sono svuotato di tutti i pensieri. Ricordo quasi niente se non quel fascio di luce davanti ai miei occhi che mi illumina la notte. Spengo la frontale accendo la torcia e prendo a scendere cautamente verso Vallorcine. La luce è poca e sono costretto Ad andare piano, è frustrante vedere che in questi tratti di discesa, altri concorrenti mi superano, ma non perché ne abbiano di piú, ma solo perché il terreno davanti alle loro frontali è meglio illuminato…mi servirá da lezione…
SABATO  ore 23.56 - 31h19' di gara…sono a Vallorcine ultimo posto d'assistenza e come tutte le altre volte trovo ad accogliermi il calore del mio special team. Matteo comincia ad essere su di giri e mi ricorda come promesso che mi aspetterá a Chamonix un po' prima del traguardo per correre insieme gli ultimi 100 metri.
Devono essere tutti e tre stanchi morti, ma non mollano… anche loro " sempre sul pezzo"!
L'ultima salita è conosciuta come la piú dura. Un sentiero sassoso che si inerpica quasi verticale per parecchi chilometri a zig zag con gradini intagliati nella roccia.
Insieme ad un giapponese, un francese ed uno spagnolo formiamo un trenino che con passo regolare sale lungo queste rampe proibitive.
Nulla non ho piú nulla da dare, sono vuoto, continuo per inerzia, la BESTIA e lí sul collo pronta ad azzannare a tentare l'ultimo attacco.
Le energie sono finite come i pensieri positivi, sono solo con il dolore, la fatica, lo sforzo immane che il mio fisico sta compiendo. Mi concentro sulle scarpe del concorrente che mi precede e la stanchezza infinita e la privazione di sonno mi fanno avere le allucinazioni: uno zainetto appeso ad un albero che poi si è dimostrato essere un ramo, un viso di bambino invece che un sasso, un gufo che era un tronco…
DOMENICA  ore 02.16 - 33h46' di gara…La Tete aux Vents…arrivo in cima, ora non si sale piú c'è un lungo traversone sulle pietre che costringe ad una andatura non regolare, con alternanza  di passi lunghi e corti o balzi a seconda di come sono le pietre e questo aumenta le fitte di dolore alle gambe.
In questo tratto ho un'allucinazione veramente singolare, improvvisamente in mezzo al sentiero vedo un tappeto di cozze aperte e vuote che mi fa arrestare per un attimo la marcia…
DOMENICA  ore 03.08 - 34h37' di gara…ultimo ristoro La Flangere, da qui parte la discesa che ci porterá al traguardo a Chamonix.
È una discesa bugiarda perché vedo le luci di Chamonix in fondo , ma per parecchio tempo rimango alla stessa quota. Il sentiero mano a mano si allarga e diventa una strada sterrata e poi asfalto sto per arrivare…
DOMENICA  ore 04.45 - 36h17' di gara…percorro gli ultimi chilometri pensando alla gara appena corsa, sento ancora nelle orecchie gli applausi della gente a qualsiasi ora ed ovunque pronta a gridarti un Bravó! Allez! A suonar tamburi o campanacci.
Penso a tutti quelli che mi hanno seguito e fatto tifo per me da casa tramite il cellulare, faceboock o il sito della gara.
Saluto mio papá che da lassú mi ha accompagnato per tutti i 168 km illuminandomi il sentiero…piango da solo, mi sfogo prima dell'arrivo, alcuni spettatori se ne accorgono e mi danno un cinque pacche sulla spalla e gridano il mio nome…lacrime.
Mi ricompongo…l'ultima curva, Matte ed Elisa che mi aspettano e corrono al mio fianco tagliamo insieme il traguardo…è finita ho sconfitto  la BESTIA!!!!

 

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